Rivalutazione TFR: Formula, Coefficienti 2026 e Quanto Guadagni

Come funziona la rivalutazione annuale del TFR: la formula 1,5% + 75% FOI ISTAT spiegata passo-passo, i coefficienti 2026 aggiornati, chi paga il 17% e quanto rende davvero il tuo fondo.

Il TFR lasciato in azienda non resta fermo: ogni anno cresce grazie alla rivalutazione, un meccanismo previsto dall'articolo 2120 del Codice Civile che aggancia parte del rendimento all'inflazione. Ma quanti lavoratori sanno davvero quanto rende il proprio TFR ogni anno? La maggior parte delle guide online mostra tabelle di coefficienti tecnici per commercialisti — qui facciamo l'opposto: partiamo dalla prospettiva del lavoratore, mostriamo la formula in modo comprensibile, e arriviamo alla risposta che interessa: quanto guadagni realmente dalla rivalutazione, al netto di imposte e contributi.

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1. Cos'è la rivalutazione del TFR e perché esiste

La rivalutazione del TFR nasce da un principio semplice: se il datore di lavoro trattiene una parte della tua retribuzione per anni, quella somma non può perdere valore per l'inflazione. Senza rivalutazione, 20.000 euro accantonati oggi varrebbero molto meno tra 20 anni al momento dell'erogazione.

Il legislatore ha quindi previsto un meccanismo di adeguamento automatico: ogni anno, il fondo TFR maturato viene incrementato di un coefficiente che combina una base fissa (1,5%) con una quota variabile legata all'inflazione reale rilevata dall'ISTAT. È una garanzia: il TFR non è un investimento che può perdere — è un credito retributivo protetto dall'erosione dei prezzi.

2. La formula: 1,5% + 75% dell'indice FOI ISTAT

La formula della rivalutazione TFR è:

Coefficiente annuo = 1,5% + (75% × variazione % dell'indice FOI ISTAT)

Dove:

La variazione dell'indice FOI si calcola confrontando il mese corrente con lo stesso mese dell'anno precedente. Il coefficiente viene aggiornato mensilmente e pubblicato dall'INPS.

Esempio con inflazione al 2%

Con un'inflazione FOI del 2% annuo: 1,5% + (75% × 2%) = 1,5% + 1,5% = 3,0% annuo lordo. Su un fondo di 20.000 euro, la rivalutazione annua è 600 euro lordi.

3. Coefficienti 2026: tabella aggiornata

Ecco i coefficienti di rivalutazione del TFR per il 2026, applicabili alle quote maturate al 31 dicembre 2025:

Mese 2026 Coefficiente annuo % Moltiplicatore cumulativo
Gennaio0,3630251,00363025
Febbraio1,7248321,01724832
Marzo2,1859521,02185952
Aprile2,3935941,02393594
Maggio2,5870991,02587099
Giugno2,7865431,02786543
Luglio3,0151441,03015144

Il coefficiente cresce durante l'anno perché accumula l'effetto dell'inflazione mensile: a dicembre sarà il più alto. Chi lascia l'azienda a dicembre 2026 otterrà la rivalutazione piena dell'anno; chi se ne va a gennaio, solo la quota maturata fino a quel mese.

4. Come si applica il coefficiente: esempio completo

Vediamo il calcolo completo per un caso reale.

Il caso

Lavoratore con TFR maturato al 31/12/2025 di 30.000 euro (al netto della rivalutazione già applicata negli anni precedenti e dell'imposta annuale). Coefficiente a luglio 2026: 3,015144%.

Calcolo

Il fondo TFR del lavoratore passa da 30.000 a 30.750,77 euro (più l'accantonamento annuo del 6,91% della retribuzione). Nota: l'imposta del 17% sulla rivalutazione è pagata dal datore di lavoro, non trattenuta al lavoratore — ma riduce l'importo che finisce effettivamente nel fondo.

5. Chi paga l'imposta sulla rivalutazione: il 17% del datore

L'articolo 211 del TUIR stabilisce che la quota di rivalutazione del fondo TFR è soggetta a un'imposta sostitutiva del 17%, applicata dal datore di lavoro (sostituto d'imposta). L'imposta viene calcolata sul fondo al 31 dicembre di ogni anno e versata con il modello F24 (codice tributo 1711) entro il 16 febbraio dell'anno successivo.

Il punto pratico per il lavoratore: non è una trattenuta in busta paga. L'imposta riduce l'importo della rivalutazione che finisce nel fondo (come mostrato nell'esempio sopra), ma il datore la paga di propria iniziativa. Quando riceverai il TFR finale, la parte rivalutata è già al netto di questa imposta.

6. Quanto rende davvero: dopo contributo 1%

Ora il quadro completo, con il dettaglio che quasi nessuna guida menziona. La rivalutazione del 3% (con inflazione al 2%) è il rendimento lordo. Ma chi lascia il TFR in azienda paga anche il contributo dell'1% (L. 296/2006) sulla quota maturata:

Componente Valore (fondo 30.000 €)
Rivalutazione lorda (3%)+904,54 €
− Imposta 17% (a carico datore)−153,77 €
− Contributo 1% (a carico lavoratore)−300,00 €
Incremento netto annuo+450,77 € (1,50%)

Il rendimento effettivo netto del TFR lasciato in azienda, con inflazione al 2%, è circa l'1,5% annuo. È certo e garantito — ma modesto. Per il confronto con l'alternativa del fondo pensione (tassazione 15%, rendimenti di mercato), la nostra guida di riferimento è TFR o fondo pensione: cosa conviene?

7. Calcola quanto hai maturato

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Domande frequenti

Come si calcola la rivalutazione del TFR?

Coefficiente = 1,5% + (75% × variazione % FOI ISTAT). La variazione confronta l'indice del mese corrente con quello di 12 mesi prima. Il coefficiente si applica al fondo maturato al 31 dicembre.

Qual è il coefficiente di rivalutazione TFR 2026?

A luglio 2026: 3,015144% annuo (per quote al 31/12/2025). Varia mensilmente con l'indice FOI. La tabella completa è pubblicata dall'INPS.

Chi paga l'imposta sulla rivalutazione del TFR?

Il datore di lavoro, con imposta sostitutiva del 17% (art. 211 TUIR) versata annualmente con F24. Non è una trattenuta al lavoratore: riduce l'importo della rivalutazione che finisce nel fondo.

Quanto rende il TFR in azienda ogni anno?

Con inflazione 2%: rivalutazione lorda 3%, meno imposta 17% e contributo 1% = rendimento netto effettivo circa 1,5% annuo. Garantito per legge, ma modesto.

Che cos'è l'indice FOI ISTAT?

È l'indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati: misura l'inflazione percepita dalle famiglie. Il 75% della sua variazione concorre al coefficiente di rivalutazione del TFR.

La rivalutazione del TFR è garantita?

Sì: l'1,5% fisso è garantito anche con inflazione zero. Il coefficiente non può scendere sotto l'1,5% nemmeno con deflazione. È un rendimento certo, indipendente dai mercati finanziari.

8. Riferimenti normativi

Admeto Verde

Articolo a cura di Admeto Verde

Fondatore e direttore editoriale di AlgoSintesi. I riferimenti seguono l'art. 2120 c.c. (rivalutazione), l'art. 211 TUIR (imposta 17%), la L. 296/2006 art. 8 (contributo 1%) e le pubblicazioni INPS/ISTAT per i coefficienti. I coefficienti 2026 sono verificati sulle fonti ufficiali. L'esempio numerico è costruito per illustrare il meccanismo.

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