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Gli ultimi 5 caratteri del codice fiscale sono formati dal codice catastale del comune di nascita (una lettera e tre numeri per i comuni italiani, oppure la lettera Z seguita da tre numeri per gli Stati esteri) più un carattere alfanumerico finale chiamato "carattere di controllo", calcolato matematicamente per verificare la correttezza del codice.
Sì, il calcolo è identico. La differenza sta nel comune di nascita: per gli stranieri si seleziona lo Stato estero di appartenenza. Il sistema utilizzerà automaticamente il codice catastale specifico assegnato a quella nazione dall'Agenzia delle Entrate (es. Z300 per gli Stati Uniti, Z114 per il Regno Unito).
Il carattere di controllo (l'ultimo carattere a destra) si ottiene sommando i valori numerici dei primi 15 caratteri, letti da due tabelle fisse dell'Agenzia delle Entrate (una per i caratteri in posizione dispari, una per quelli in posizione pari) secondo il D.M. 12 maggio 1995, e dividendo il totale per 26. Il resto della divisione corrisponde alla lettera finale dell'alfabeto.
Il codice fiscale italiano è un identificativo alfanumerico di 16 caratteri rilasciato dall'Agenzia delle Entrate a ogni cittadino italiano e ai residenti esteri titolari di un rapporto fiscale con lo Stato italiano. La sua struttura è regolata dal D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) e dalle regole di formazione stabilite dapprima dal D.M. 23 dicembre 1976 e poi dal D.M. 12 maggio 1995, oggi vigente, che ha codificato l'algoritmo di calcolo. Ogni carattere del codice fiscale trasporta un'informazione anagrafica specifica e il suo calcolo segue un procedimento matematico rigoroso e deterministicamente verificabile.
Il codice fiscale si compone di quattro segmenti principali. Il primo segmento è formato da 3 caratteri derivati dal cognome: si estraggono le consonanti in ordine, seguite dalle vocali, fino a ottenere 3 lettere. Se le consonanti sono meno di 3, si integrano con le vocali; se sono più di 3, si prendono semplicemente le prime tre consonanti in ordine. Il secondo segmento di 3 caratteri segue la stessa logica ma applicata al nome, con la particolarità che per i nomi con 4 o più consonanti si selezionano la prima, la terza e la quarta consonante (regola esclusiva del nome, non del cognome).
Il terzo segmento di 5 caratteri codifica la data di nascita e il sesso. I primi due caratteri rappresentano le ultime due cifre dell'anno di nascita. Il terzo carattere è una lettera che identifica il mese secondo una tabella fissa: A=gennaio, B=febbraio, C=marzo, D=aprile, E=maggio, H=giugno, L=luglio, M=agosto, P=settembre, R=ottobre, S=novembre, T=dicembre. Gli ultimi due caratteri numerici indicano il giorno di nascita; per le donne si aggiungono 40 al numero del giorno (ad esempio, una donna nata il 15 gennaio avrà il codice giorno "55"), permettendo così di dedurre il sesso dal valore del giorno.
Il quarto segmento è composto da 4 caratteri che identificano il comune o lo Stato estero di nascita attraverso il codice catastale assegnato dall'Agenzia delle Entrate. Per i comuni italiani si tratta di una lettera seguita da tre cifre (es. H501 per Roma, F205 per Milano). Per gli Stati esteri il codice è formato da una lettera Z seguita da tre cifre (es. Z300 per gli Stati Uniti, Z114 per il Regno Unito). Il database completo dei codici catastali è consultabile sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.
L'ultimo carattere del codice fiscale è un carattere alfanumerico di controllo calcolato mediante un algoritmo a peso dispari-pari. Per i caratteri in posizione dispari (1°, 3°, 5°, ..., 15°) si utilizza una tabella di conversione specifica che assegna valori numerici differenti rispetto al valore ordinale (ad esempio, A=1, B=0, C=5, Z=23, 0=1, 1=0, 9=21). Per i caratteri in posizione pari (2°, 4°, ..., 14°) il valore corrisponde semplicemente al progressivo numerico (A=0, B=1, Z=25, 0=0, 9=9). La somma di tutti questi valori viene divisa per 26 e il resto della divisione, convertito in lettera (0=A, 1=B, ..., 25=Z), costituisce il carattere di controllo. Questo meccanismo consente di rilevare immediatamente eventuali errori di trascrizione o digitazione.
In presenza di soggetti nati nello stesso comune, con lo stesso cognome e nome, e nella stessa data, il codice fiscale risulterebbe identico. In questi casi l'Agenzia delle Entrate applica il meccanismo dell'omocodia: uno o più caratteri numerici del codice vengono sostituiti con lettere secondo la corrispondenza prevista dalla disciplina vigente (D.M. 12 maggio 1995: 0=L, 1=M, 2=N, 3=P, 4=Q, 5=R, 6=S, 7=T, 8=U, 9=V). Il carattere di controllo viene ricalcolato di conseguenza. Inoltre, per i comuni italiani che hanno cambiato denominazione nel tempo (ad esempio dopo fusioni o scorpori), il codice catastale utilizzato è quello vigente alla data di nascita del soggetto. Il calcolo effettuato da questo strumento utilizza il codice catastale attualmente in vigente per ciascun comune e pertanto fornisce un'indicazione affidabile ma non sostituisce la verifica ufficiale sul portale dell'Agenzia delle Entrate.